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di ROSSELLA LUCIANI
CUPRA MARITTIMA - L’era dell’ultimo boy scout sembra ancora lontana quando vedi 2.500 ragazzi riunirsi sotto le insegne dello storico vessillo. L’appuntamento di Cupra Marittima ha rigenerato il senso dello stare insieme grazie alla celebrazione della ricorrenza di San Giorgio che al livello regionale ha coinvolto tutte le diocesi marchigiane. Si tratta di un grande evento scoutistico, organizzato nel week-end appena trascorso dall’Agesci (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) Marche, in concomitanza con i festeggiamenti del 23 aprile per San Giorgio, protettore appunto di guide ed esploratori.
«L’ultimo San Giorgio regionale si era tenuto nel ‘96 a Porto Sant’Elpidio -spiegano gli organizzatori Flaminia Colarizi Graziani e Alessandro Mariani, incaricati regionali alla branca E/G- ma considerandone dimensioni e numeri crediamo che questo di Cupra Marittima si meriti un primato speciale».
Oltre ai quasi 2.500 scout dagli 11 ai 16 anni, divisi in 80 reparti, c’erano infatti tra gli ospiti del Camping Led Zeppelin altre 500 persone tra addetti ai lavori, capi e clan-fuoco in servizio, gli scout del Settore Protezione Civile e Nautico dell’Agesci e i volontari della Croce Rossa Italiana, che arrivati venerdì, con un giorno d’anticipo sui ragazzi, hanno montato un quartier generale attrezzato di tutto punto con ospedale da campo e cucina inclusi.
Anche i giovanissimi non se la sono cavata male, e sabato mattina, subito dopo il loro massiccio arrivo in pullman (circa 50 mezzi da tutte le Marche), erano già alle prese con il forte vento nel fissare bene a terra le loro 480 tende per la notte. Quella delle condizioni meteo è stata forse una delle prove più dure della due giorni all’aperto, che comunque dopo il rituale alzabandiera è trascorsa in grande allegria e spirito di condivisione tra giochi in spiaggia, canti, recital serale e momenti di preghiera come quello della Messa di chiusura, celebrata nel pomeriggio di ieri dall’assistente ecclesiastico regionale Don Luciano Paolucci Bedini, delegato dal Vescovo Mons. Gervasio Gestori, anch’egli intervenuto per salutare i ragazzi e benedirli.
Ospite d’onore dell’ultima giornata è stato inoltre il capo scout nazionale, Eugenio Garavini, che nel ricordare il motto di fratellanza di questo San Giorgio, Varca il confine, Marca il futuro, ne ha sottolineato la grande vicinanza d’ideali con gli insegnamenti di Baden Powell, padre fondatore di un movimento che solo in Italia conta oggi più di 200mila iscritti Agesci.
Insomma, ogni scout per diventare un bravo cittadino del mondo deve cominciare a considerare ogni altro ragazzo come un amico. Messaggio compreso appieno, se si valutano le risposte che Edoardo, 13 anni, di Civitanova Alta e Giulia, 15 anni di Pesaro, hanno dato su questa loro esperienza: «Mi sembra tutto bellissimo, a cominciare dal posto - dice Edoardo alla sua prima uscita regionale - ma l’aspetto più positivo è la facilità con cui si creano tante nuove amicizie».
Mentre la “veterana” Giulia, che l’anno scorso in occasione del centenario dello scoutismo è stata tra i 47 giovani marchigiani presenti al grande Jamboree londinese, riporta in pillole ai suoi compagni la lezione appresa: One world, one promise, vale a dire, «seppur tutti diversi siamo qui mossi dallo stesso credo, quello di un mondo di pace, partendo dal nostro impegno per una città migliore, senza campanilismi».
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